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L'acquaticità innata dei bambini

Il termine "acquaticità" non indica il saper nuotare, ma significa trovarsi a proprio agio nell'acqua. L'acquaticità è una dote innata nei bambini fino ai tre anni probabilmente a causa del periodo passato nel liquido amniotico del grembo materno e per la loro curiosità che li porta a provare le nuove esperienze in modo spontaneo imparando a controllarsi e a coordinarsi in maniera totalmente autonoma, vivendo e emozioni profonde che coinvolgono il corpo e la mente. Basta pensare al rito del bagnetto, dove i bimbi anche piccolissimi si dimostrano felici solo per il fatto di poter giocare con l'acqua. E' molto importante mantenere questo legame che esiste tra bambino e acqua in modo che durante la crescita questo elemento venga trattato con consapevolezza e non con timore. Bisogna prestare attenzione a non trasmettere ai piccoli le paure o le eventuali esperienze negative che riguardano l'acqua. In secondo luogo è consigliabile partecipare ai corsi organizzati per genitori e figli che costituiscono l'occasione migliore per avere un contatto con l'acqua. In tutte le città esistono centri dedicati al nuoto che propongono corsi di acquaticità. Questi incontri esulano dall'insegnamento del nuoto a favore di attività divertenti e ludiche. L'esperienza del feto, dal concepimento fino alla nascita, è nel liquido amniotico dove il bambino si nutre, galleggia e vive senza dover fare i conti con la forza di gravità o con il mondo esterno. Il forte legame inconscio che lega un neonato all'acqua è dimostrato dal fatto che dopo una prima fase di ambientazione, un neonato è in grado di stare in immersione per qualche secondo giocando e trattenendo il respiro con meccanismi del tutto naturali.
 
 
 
 

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