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Disturbo del linguaggio: valutazioni necessarie per l’inserimento al nido e alla materna

 

I genitori di un bimbo con disturbo linguistico hanno molte difficoltà da affrontare, ma forse la più problematica è quella di decidere se è idoneo inserire, oppure no, il bambino in un asilo nido o una scuola materna.
Cerchiamo di analizzare i pro e i contro di tale scelta.


PRO
Stimolo nel confronto con dei pari: è dimostrato che lo stimolo che si crea nel rapporto con gli altri bimbi è positivo grazie anche al fenomeno di imitazione che si innesca in modo naturale grazie alla convivenza;

routine: nelle varie strutture si creano stabili routine come ad esempio i giochi di gruppo, la merenda, la pappa, la nanna. Questo permette al bambino di apprendere più facilmente le cose;

ambiente: gli spazi organizzati a misura bimbo indirizzano, in modo più guidato, le abilità di ogni bambino;

insegnante: asse portante nella gestione del gruppo, deve essere brava a riconoscere le particolarità di ciascun bimbo, accogliendoli in modo positivo, ponendo un'attenzione agli aspetti emotivi e al benessere di ognuno.

CONTRO
Problemi nei rapporti: le difficoltà linguistiche possono rendere difficile in proporzioni diverse il rapporto con gli altri bambini, molto dipende anche dalla personalità del piccolo; 

frustrazione: è uno dei sentimenti che il bambino con disturbo può vivere nel rapporto con gli altri per mancanza di abilità nel comunicare il proprio dissenso. Spesso in base alla personalità il bimbo in difficoltà si serve del corpo per comunicare, con comportamenti quali spingere, piangere con frequenza, picchiare oppure usa la mimica per cercare di esprimersi;

catalogazione: il rischio maggiore è che il bambino venga catalogato come problematico e definito iperattivo o violento. Questo accade quando non si è in grado di creare un approccio comunicativo positivo, che potrebbe aiutarlo a convivere con i coetanei.

Tutto dipende da quanto il disturbo sia accentuato, da come viene gestito da tutti gli attori adulti che entrano in contatto con il bimbo e da quanto sia precoce la diagnosi.


 
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